La Casa del Popolo e il Consorzio Agricoltori Cardanesi insieme
La cooperativa Casa del Popolo assorbe al suo interno la cooperativa Consorzio Agricoltori Cardanesi. Nelle assemblee del 14 gennaio 2026 le due cooperative hanno sancito la loro fusione.
LE DUE ASSEMBLEE DEL 14 GENNAIO 2026: CONSORZIO AGRICOLTORI & CASA DEL POPOLO
Della fusione tra le due cooperative se ne parla da decenni e negli ultimi 2 anni i contatti si sono intensificati per i motivi ben spiegati nel progetto di fusione; la diminuzione naturale del numero dei soci del Consorzio Agricoltori (attualmente 38) e il mancato ricambio generazionale. Questo, unitamente alla perdita dello scopo sociale, avrebbe potuto portare allo scioglimento della cooperativa agricoltori e alla sua successiva liquidazione con la devoluzione del patrimonio a favore dei fondi nazionali cooperativistici.
Le due Cooperative hanno, quindi, intrapreso questo percorso che permette al patrimonio di persone e di immobili di restare all’interno della comunità Cardanese e di proseguire uniti il proprio lavoro di cooperazione. Da sempre la sede sociale del Consorzio Agricoltori cardanesi è alla cooperativa Casa del Popolo e tutta la documentazione dalla sua fondazione è già conservata negli archivi della Casa del Popolo. Archivi che sono stati sistemati e sono diventati patrimonio storico grazie al finanziamento del Ministero della cultura nel 2024.
Tutti i soci del consorzio hanno potuto conoscere ed esprimere il loro parere sulla unificazione e nelle due assemblee del 14 gennaio hanno sancito così la fusione delle due cooperative.
UNA STORIA CHE PARTE DA LONTANO
Un sunto della storia della Cooperativa Agricoltori Cardanesi tratta dagli archivi presso la Casa del popolo – Sezione ARCHIVIO STORICO DELLA COOPERATIVA CONSORZIO AGRICOLTORI CARDANESI
Nella nostra zona della plaga del gallaratese, fino all’inizio del ‘900, l’attività più diffusa era l’agricoltura (anche se non vi erano le condizioni per una agricoltura intensiva per la mancanza di irrigazione e la presenza di estese brughiere) mentre lo sviluppo industriale era appena agli albori.
Quindi non dobbiamo stupirci che vi fosse già nel 1924 un consorzio degli agricoltori cardanesi che, successivamente, si strutturò in Cooperativa Consorzio Agricoltori Cardanesi nel 1937. Ma, già ben prima di quella data, intorno al 1907, tra i vari circoli (c’erano ben dieci circoli solo a Cardano con una popolazione di circa 3000 abitanti) c’era un accordo per noleggiare le macchine che servivano soprattutto alla trebbiatura come la famosa “Machina da Batt”. Prima, infatti, la trebbiatura manuale avveniva sull’aia dove i covoni venivano battuti a mano e si dividevano poi i chicchi dalla paglia; con l’utilizzo della trebbiatrice e della pressapaglia, si allevia la fatica dei contadini
Nella cooperativa si facevano le assemblee e si eleggevano i consiglieri e presidente che organizzavano i lavori per la stagione della trebbiatura. La trebbiatrice “cardanese”, che era costruita dalla ditta Orsi, doveva essere pronta per la stagione e perfettamente funzionante, gli operai addetti ai l lavori dovevano essere affidabili e di buon comando e, infine, tutti materiali di consumo acquistati dovevano essere pronti per l’uso.
Veniva fatto pagare una cifra secondo la quantità del prodotto conferito e quella quota serviva per pagare gli operai addetti e la manutenzione della macchina utilizzata. Il costo al quintale per cereale trebbiato era giusto il necessario per consentire di pagare gli addetti alla trebbiatura e di far sì che la Cooperativa potesse avere una sede (il consorzio in via san Francesco) e gestire le varie attività.
QUALCHE NUMERO… IL CONSORZIO TRA GLI ANNI ’40 e ’70
Con i dati relativi al 1942 vediamo come i cereali che venivano coltivati erano il frumento, la segale e l’avena come dice il verbale di quell’anno:”premesso che l’annata è stata favorevole per una abbondante produzione” :
- Frumento: QI 2168,57, alla media di kg 172 per pertica 1,72 ql (pertiche coltivate 1260, ovvero ettari 82,52)
- Segale:. Ql 522,89, alla media 124 kg per pertica (pertiche coltivate 421,68, ettari 27,60)
- Avena: Ql 116,55, alla media 132 kg per pertica (pertiche coltivate 88,29, ettari 5,78)
Quindi si trebbiavano 2808 quintali su una superficie di 115,9 ettari (1159000 mq, equivalenti a 165 campi da calcio).
I contadini erano così invitati e incentivati a iscriversi alla cooperativa e ognuno pagava una quota di iscrizione perpetua, chiamata azione o certificato nominativo (negli anni il valore è mutato sino ad oggi che ha il valore di euro 25).
Oltre alla macchina da battere altre macchine erano messe a disposizione degli agricoltori: le macchine da semina, la pressapaglia, la svecciatoio (separa le impurità) e, inoltre, si incentivava la coltura delle patate e l’allevamento del baco da seta nonché l’utilizzo dei fertilizzanti per aumentare la produttività dei terreni.
L’agricoltura resta ancora, sino alla metà degli anni ‘50, un’attività che dà reddito a tante famiglie cardanesi, poi l’industria diventa l’asse portante dell’economia delle famiglie con l’agricoltura che passa progressivamente a essere un’attività secondaria, limitata il più delle volte a un piccolo podere o all’orto di uso famigliare.
Nella trebbiatura del 1954 vi son 474 “bollette” di trebbiatura ma certo, in quell’anno, non vi sono 474 agricoltori a Cardano; infatti la maggior parte delle “bollette” sono di nostri concittadini che, dopo il lavoro in fabbrica, coltivano piccoli appezzamenti (1 o 2 pertiche) un po’ come piccolo ulteriore introito, un po’ per abitudine e tradizioni famigliari. In queste 474 richieste di trebbiatura (61 fuori paese, dai Ronchi, Bettolino, Arnate, Samarate e Gallarate) si trebbiano 2118 quintali di frumento, 54 di segale e 261 di avena. Significativo come solamente 7 bollette di trebbiatura superino i 15 quintali.
La trebbiatrice si utilizza regolarmente sino agli inizi degli anni ‘70 dopodiché l’abbandono dell’attività agricola e l’utilizzo di macchine più moderne, come la mietitrebbiatrice, ne determinano l’abbandono. L’ultima trebbiatura documentata dai registri è del 1969 e sono solo 16 le bollette di trebbiatura emesse con un raccolto di 31,68 quintali di frumento e 21,30 quintali di avena.
IL CONSORZIO NEGLI ULTIMI DECENNI
Successivamente il consorzio, sino agli anni ‘80, continua a gestire in proprio la vendita di prodotti e attrezzi agricoli e concimi. Dal 1981 l’attività commerciale è stata affittata a privati e i gestori, che si sono ad oggi succeduti e che hanno ampliato via via gli articoli disponibili, hanno portato “il Consorzio” a essere conosciuto e apprezzato anche fuori dal nostro Comune.
Negli ultimi decenni il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Agricoltori ha provveduto alla gestione e manutenzione dell’immobile e delle aree circostanti promuovendo inoltre attività atte a tenere vivo il ricordo della passata attività agricola con incontri presso gli alunni della locale scuola media e visivamente anche con un murales (dedicato alla machina da batt, nel 2018) sul muro esterno dello stabile. Nel 2024 ha affrontato con una spesa di oltre 80.000 euro il rifacimento del tetto, da tempo ammalorato.
In conclusione siamo convinti che la fusione delle due cooperative porterà al proseguimento del comune scopo sociale rivolto al benessere dei cittadini della nostra Città e, al contempo, permettere una riduzione dei costi fissi.
Continuerà anche se sotto altra forma, la volontà di cooperazione e di bene comune che ha da sempre caratterizzato la “Cooperativa Consorzio Agricoltori Cardanesi”.